"A sinistra Polyana Viana, una delle atlete UFC, a destra un ragazzo che ha cercato di derubarla. Pessima idea!"

Con queste parole il presidente Dana White ha raccontato di un aggressione avvenuta ieri notte a Rio De Janeiro, ai danni di Polyana Viana, fighter di MMA con uno score di 10 vittorie e 2 sconfitte (di cui 1-1- nel celebre circuito).
Erano le 20.00 di sabato sera quando un uomo ha tentato di derubarla, mentre lei attendeva l'arrivo di un auto Uber davanti al suo appartamento di Jacarepagua, un quartiere nella zona ovest di Rio de Janeiro.

Questo il racconto della ragazza:
“Quando mi sono accorta di lui, era già molto vicino. Si è seduto accanto a me e mi ha chiesto che ore fossero, ma ho capito che non aveva intenzione di andar via. Così mi sono spostata e ho cercato di mettere il cellulare in tasca. Ma a quel punto mi ha detto ‘Dammi il telefono. Non cercare di reagire perchè sono armato', mettendo la mano sopra una pistola che dall'aspetto sembrava esser finta.
Era davvero troppo vicino, così ho pensato 'Se è una pistola vera non ha il tempo di tirarla fuori’. Allora mi sono alzata, gli ho tirato due pugni e un calcio. L'ho colpito con veemenza, poi l'ho chiuso in una rear-naked choke. A quel punto l'ho riposizionato nello stesso posto in cui eravamo seduti e gli ho detto 'ora aspettiamo l'arrivo della polizia’. Dopo aver subito i primi colpi si è spaventato molto e non ha più reagito. Mi ha chiesto di lasciarlo andare, ma quando ha capito che ero davvero molto arrabbiata, mi ha chiesto di chiamare la polizia. Temeva che potessi picchiarlo ancora.
Ho chiesto a dei passanti di chiamare le forze dell'ordine, una volta certa che l'uomo fosse immobilizzato. Gli avevo bloccato il braccio con una kimura e l'ho tenuto in quella posizione sino all'arrivo della polizia. L'aggressore è stato portato prima al pronto soccorso per la cura delle ferite, e poi arrestato nuovamente. Era uscito infatti di galera appena pochi giorni prima. 

Dopo aver sporto denuncia, Viana è potuta rientrare a casa, con un pò di dolore alle mani, ma per fortuna con la possibilità di poter raccontare una storia a lieto fine”.