Bruce Lee, la più grande leggenda che le arti marziali abbiano mai conosciuto, avrebbe compiuto oggi 78 anni.

Un mito che non conosce tempo. Nato a San Francisco il 27 novembre del 1940 e tragicamente scomparso ad Hong Kong all'età di soli 32 anni, Lee è stato un attore, un artista marziale, un regista, uno sceneggiatore e un produttore. Grazie alle arti marziali diede vita ad un nuovo genere cinematofrafico, mostrando agli Stati Uniti e al resto del mondo la bellezza della cultura cinese e del mondo marziale. Ad oggi è ancora considerato il più influente artista marziale di tutti i tempi, nonchè l'attore marziale più ricordato della storia del cinema.

Suo padre, Hoi Chuen, era un attore di origini cinesi molto conosciuto ad Hong Kong, che lavorava spesso in torunèe in America, mentre la madre Grace era una donna cattolica di origini tedesche. Dopo anni di lavoro negli Usa, i due decisero di tornare in Cina e chiamarono il figlio Lee Jun Fan ("colui che torna"), quarto di cinque figli.

Sin dall'età di 12 anni venne fuori il suo carattere esuberante che, una volta iscritto al La Salle College, lo portò spesso ad esser protagonista di numerose risse contro la criminalità giovanile locale cinese e al di fuori della scuola, a causa dei cattivi rapporti tra i ragazzi cinesi e inglesi che frequentavano l'istituto. Fu allora che Bruce, praticante di Kung-fu (tramite il padre apprese l'arte del Tai Chi) dedito allo studio della danza, decise di dedicarsi a tempo pieno allo studio e alla pratica delle arti marziali, iscrivendosi presso la celebre scuola di Wing Chun del Maestro Yip Man, con cui rimanse per cinque anni, divenendo il miglior atleta della scuola. Contesualmente alla pratica marziale, qui si avvicinò al pensiero taoista e delle filosofie di Buddha, Lao Tzu e Confucio. 
Un giorno la sua scuola venne sfidata dalla Choy Lee Fu School: ne venne fuori una fuoriosa rissa, nella quale Bruce in preda alla rabbia ferì gravemente al volto uno degli altri ragazzi coinvolti.


Fu allora che nel 1959, all'età di 18 anni, decise di partire per gli Stati Uniti, su consiglio dei genitori. A causa delle continue risse in cui si ritrovò coinvolto anche qui, per via del colore della pelle, da San Francisco si trasferì presto a Seattle, nel 1964, dove iniziò a lavorare come cameriere riuscendo nel mentre a diplomarsi presso la Edison Technical School. Successivamente si iscrisse alla facoltà di Filosofia dell'Università di Washington (che abbandonò però al penultimo anno), pur avendo sempre come obiettivo primario quello di diffondere le arti maziali negli States. 

Fu proprio in California che ebbe modo di approfondire i suoi studi, iniziando a praticare e studiare le altre discipline marziali e gli altri sport da combattimento, come la Lotta Libera, il Kali Filippino, il Judo, il Karate, la Scherma Occidentale, altri stili di Kung-Fu ed il Pugilato (nel 1958 vinse il titolo interscolastico di boxe, mettendo KO al terzo round il tre volte campione Gary Elms), dedicandosi anche allo studio delle tecniche di culturismo e dei principali elementi del fitness, al fine di scolpire il corpo e aumentare la massa muscolare, senza mai tralasciare la preparazione mentale e spirituale, per lui fondamentali per il successo dell'allenamento fisico e nella pratica delle arti marziali.

Si rese così conto dei limiti del Wing Chun, e decise di perfezionare l'arte dando vita ad un suo stile, il Jeet Kune Do, con una visione al 360° delle discipline marziali e da combattimento. Celebre rimarrà la sua esibizione durante gli Internazionali di Karate di Lon Beach, dove diede conferma di tutte le sue incredibili abilità.

Aprì di lì a poco la sua prima scuola "Jun Fan Gonf Fu Institute", cui presto affiancò due succursali (gestite da Dan Inosanto e da Yimm Lee). 


Il 17 agosto del 1964 sposò Linda Emery, dalla quale ebbe due figli: Brandon Lee nel 1965 (morto anche lui in circostanze misteriose all'età di 28 anni) e Shannon Emery nel 1969. 

Nello stesso periodo Bruce vinse altri tornei marziali, attirando su di sè l'attenzione di alcuni registi. Da quì iniziò la sua carriera di attore, che ben presto lo rese celebre in tutto il mondo. Partito con la serie televisiva "The green hornet", sfondò sul grande schermo con il film "Il furore della Cina colpisce ancora" nel 1971, toccando l'apice con "Dalla Cina con furore" e con "L'urlo di Chen terrorizza anche l'occidente", che lo vide esordire come regista al fianco del giovane attore marziale Chuck Norris

Negli stessi anni scrisse contestualmente il primo dei suoi libri dedicati al Jeet Kune Do, arrivando a recitare in 25 film e serie Tv.


Fu l'ultimo dei suoi film, soprannominato "The Dragon, i tre dell' Operazione Drago" a farlo entrare nella leggenda. A tre settimane dalla prima del film che gli avrebbe dato fama internazionale, Bruce entrò misteriosamente in coma e morì, lasciando un vuoto incolmabile. Aveva 32 anni. Più di 25 mila persone parteciparono al suo funerale a Hong Kong, ma la moglie lo fece seppellire in America per averlo vicino. 

Le fonti ufficiali rivelano che l'attore morì a causa di un farmaco (Equagesic) usato per curare le sue emicranie e le frequenti convulsioni dovute ad un edema celebrale. Lee si trovava a casa di Betty Ting Pei, attrice e produttrice cinematografica taiwanese. Trasportato con un grave ritardo presso il Queen Eizabeth Hospital, venne dichiarato morto al suo arrivo, probabilmente a causa di una reazione allergica del farmaco. L'autopsia rivelò inoltre che il cervello di Lee era molto gonfio, pesando 1575 grammi contro i 1400 di media (gonfiore probabilmente imputabile ad un colpo subito durante le scene di combattimento sul set, durante le quali l'attore aveva ricevuto colpi non previsti dalla sceneggiatura).
Altre fonti attribuiscono invece la sua morte ai maestri tradizionalisti, che lo avrebbero ucciso poichè da sempre contrari alla difussione del Kung-Fu nel mondo Occidentale, mentre altri ancora la imputano alla mafia cinese in accordo con i produttori cinematofrafici asiatici, poichè non ottennero da Lee il consenso per girare alcuni film in Cina. 


"A distanza di tanti anni, molti cercano ancora di capire la sua morte, ma io preferisco ricordare la sua vita." (Linda Lee).

Di: 

Andrea Sagi