Mike Tyson: il Re del Ring
“La vita non è un gioco. E' sopravvivenza.”

Mike Tyson Iron Mike tra gli atleti più riconosciuti dei pesi massimi, nasce nel 1966 in Brownsville, nel ghetto di Brooklyn. Soprannominato Iron Mike, The Baddest Man on the Planet, Kid Dinamite e King Kong, è considerato uno dei migliori pesi massimi nella storia del pugilato.
Tra gli atleti più riconoscibili e pagati degli anni ottanta e novanta, nonostante l'altezza non elevata per la categoria (178 cm), grazie alla notevole prestanza fisica è stato uno dei picchiatori più efficaci e temibili nella storia della divisione.

Approda giovanissimo nel pugilato professionistico e si distingue per la sua aggressività, ferocia, energia e potenza fin dai suoi primi incontri. Tyson vinse i suoi primi 19 incontri per KO, 12 dei quali alla prima ripresa.
Dopo svariate vittorie lasciando tutti gli appassionati esterrefatti, divenne in poco tempo il più giovane campione del mondo (1986 - WBC) dei pesi massimi entrando, senza precedenti, nella storia del pugilato, dominando in assoluto la sua categoria.
Un anno dopo vinse anche i titoli WBA ed IBF, divenendo campione indiscusso ed il primo peso massimo ad unificare i campionati del mondo.

Un'ascesa inarrestabile che lo porterà ad essere uno dei pugili più discussi e pagati degi ultimi trent'anni (44 KO ottenuti in 56 incontri), affiancato, a partire dal 1988, dal suo manager Don King.
«Chiunque pensi che Mike non sappia boxare o non abbia tecnica probabilmente non è mai entrato in una palestra. Voglio dire, Cus gli insegnò ogni trucchetto possibile, poteva schivare con il busto, mandarti a vuoto, era il paradigma dello swarmer, un maestro nell'arte della combinazione 'gancio al corpo-montante', implacabile nelle serie al corpo, una versione raffinata degli ultimi Dempsey e Frazier (Emmanuel Steward - Mike Tyson The Fallen Champ)»

A dispetto della sua aria da duro sul piano umano è una persona piuttosto fragile, infatti ne risente la sua vita privata, segnato da un'infanzia difficile, con una madre alcolista ed un padre assente; dopo un matrimonio burrascoso nel 1992 viene accusato di stupro da una sua “fiamma” ; ritenuto colpevole, fu costretto a scontare tre anni di reclusione che lo segneranno in maniera irreversibile trasformando il campione in un uomo diverso da ciò che era stato.

Nel 95 tornò a sovrastare le scene sportive, senza deludere le aspettative, grazie alla conquista del WBC pesi massimi contro Frank Bruno (KO alla terza ripresa) e poi vincendo per KO al primo round la cintura WBA contro Bruce Seldon.

Nel 96, all'età di 30 anni, arrivò la difesa del titolo contro l'ex re dei massimi leggeri e dei massimi The Real Deal Evander Holyfield. Fu un match combattutissimo e spettacolare, nel quale Mike si lamentò fin dall'inizio dell'avversario che sistematicamente abbassava pericolosamente la testa. Tyson andò giù alla sesta ripresa e fu poi sconfitto alla distanza tra lo stupore collettivo, per KO tecnico all'undicesima ripresa.
La rivincita con Holyfield si tenne a Las Vegas, in Nevada, il 28 giugno del 1997: il copione fu il medesimo, ma questa volta le testate di Holyfield non viste dall'arbitro provocarono seri danni all'arcata sopracciliare destra dell'ex-campione del mondo, spaccandogliela. Nel corso del terzo round, esasperato, Tyson morse l'orecchio dell'avversario staccandogli un pezzo di cartilagine. L'arbitro Mills Lane richiamò Tyson ufficialmente, avvertendolo che alla successiva avrebbe sospeso l'incontro. Ed è ciò che avvenne, Tyson perse la testa e dopo altri due tentativi di mordere l'avversario venne assegnata la vittoria ad Evander Holyfield, per squalifica.
In seguito a questo episodio la Commissione Atletica del Nevada revocò a Tyson la licenza di pugile per un anno. Mike, riottenuta la licenza e nonostante i guai che lo accompagnavano fuori dal ring, tornò a combattere ottenendo rapide vittorie per KO che ricostruirono la sua immagine, cui seguì il divorzio dal socio-promoter Don King, accusato di avergli sottratto circa 100 milioni di dollari di guadagni (Tyson vinse anni dopo la causa ottenendo 14 milioni di dollari di risarcimento).
Nel 1999 Mike tornò nuovamente in prigione dove scontò 5 mesi dell'anno di reclusione inflittogli per aver aggredito due automobilisti in seguito ad un tamponamento. Seguirono altri ritorni sul ring con altrettante vittorie e varie vicende giudiziarie per aggressione, dovute ad una vita governata da droga, violenza e perversione.

Nel giugno 2002 si disputò a Memphis l'incontro del secolo, valido per il titolo del mondo dei Pesi Massimi: da un lato un Tyson ormai trentaseienne e ormai irriconoscibile, dall'altro il campione britannico Lennox Lewis. Durante la conferenza stampa pre-match, Mike Tyson aggredì Lennox Lewis ed il suo entourage, scatenando una maxi-rissa. Durante il match Mike finì al tappeto all'ottava ripresa, segnando la fine della sua carriera agonistica. Tyson, nella conferenza stampa che si svolse immediatamente dopo l'incontro, dichiarò di non avere più il cuore e la disciplina necessari per fare bene la boxe e, cosa non meno importante, di non voler discreditare con prestazioni deludenti questo sport a cui doveva tanto.

“Finchè il tempo continua a passare nessuno sa cosa ci aspetta dietro l'angolo, dobbiamo solo vivere nel momento. M.T.”

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