Il campione Anthony Joshua scende in campo nella lotta contro la pandemia, provando ad evitare la chiusura delle palestre in difficoltà, salvando la boxe amatoriale britannica.

Nelle scorse ore il campione di pugilato ha infatti donato una somma milionaria a sei zeri per aiutare il pugilato dilettantistico nella speranza di non perdere la prossima generazione di pugili.

Le palestre sono state costrette a chiudere durante la pandemia, senza ricevere aiuti concreti da parte del governo. Così Joshua è intervenuto donando fondi alle federazioni di pugilato dilettantistico di Inghilterra, Galles e Scozia.

All’iniziativa si è subito accodato anche uno sponsor di Joshua, Under Armour, che ha deciso di effettuare un’ulteriore donazione di pari importo in prodotti.

«Senza la boxe di base, non esisterebbe Anthony Joshua.
Le porte di queste palestre sono sempre state aperte a qualsiasi bambino di ogni provenienza.
Se tornassi a quando ero 18enne e mi trovassi in una situazione analoga con la palestra chiusa, sarei distrutto.
Non si tratta solo di un aiuto economico. Cercherò di motivare questi ragazzi in prima persona, andandoli a trovare, portando le cinture e allenandomi con loro.
Credo che nei prossimi 10-15 anni, vedremo i campioni del futuro, ma spero che non diventino 25-30 anni perché vorrebbe dire che avremo perso questa generazione.
Il pugilato mi ha aiutato a plasmarmi e a diventare ciò che sono, sia fisicamente che mentalmente. Senza la boxe la mia vita sarebbe stata completamente diversa.
Lo sport mi ha dato tutto e ora voglio aiutare chi ha problemi e si trova in difficoltà.
Non si possono spegnere le luci. Non voglio criticare il governo che non è riuscito a trovare fondi per il pugilato, ma voglio provare a sfruttare la mia posizione per cercare di salvare i campioni del domani»