Impresa da Guinness World Record quella compiuta dall’americano Albert Hughes Jr (11-7-4), che a 70 anni di età ha deciso m di tornare sul ring vincendo per KO tecnico alla seconda ripresa.

Si tratta del pugile più anziano della storia del pugilato. 

Trenta gli anni in più del suo avversario, Tramane Towns (0-7-0), che pur non essendo mai entrato nel match, ha regalato di diritto al suo avversario l’entrata nel celebre Guinness World Records, come pugile attivo più anziano della storia della boxe. 

Una sfida impossibile cominciata molti anni prima, insieme a suo figlio (un ex militare con problemi di dipendenza, poi morto suicida), e a cui l’anziano Hughes ha voluto rendere onore risalendo sul ring a distanza di 36 anni dal suo ultimo match, mantenendo così fede alla sua promessa. 

«Non sono un ballerino elegante, non sono Sugar Ray Leonard, nè Muhammad Ali. Ho una buona postura e un ottimo movimento di gambe, nulla di più. 
Dopo il suo suicidio, pensai di abbandonare tutto e che non avrei più combattuto.

Ma poi ho ricordato che negli ultimi mesi di vita lui era così fiero ed orgoglioso di me, e non potevo deluderlo. Così ho continuato a pensare alla sfida e sono giunto alla conclusione che avrei dovuto farlo, per renderlo orgoglioso di me.» ❤️